Arte

 

Lo studio #archinterni da molti anni collabora con la galleria d’arte Nino Sindoni di Asiago, che nasce nel 1990, per volontà dello steso Antonio Sindoni. Attualmente collocata in due sedi nella splendida cittadina turistica di Asiago, in uno degli ambienti naturalistici più belli d’Italia, la galleria ha sempre offerto ai propri collezionisti una proposta di opere d’arte contemporanea assai differenziata, dalle esperienze dell’astratto e dell’informale al figurativo più tradizionale. E’ attenta a promuovere il lavoro sia di artisti affermati che di giovani emergenti nel panorama dell’arte contemporanea. Collabora con gallerie d’arte nazionali ed estere organizzando esposizioni in campo pubblico e privato. Elemento fondamentale che caratterizza però l’ operato della galleria, è la rigorosa attenzione ai precisi e solidi valori della correttezza ed affidabilità nel tempo. Ecco perché oggi la Galleria d’Arte Nino Sindoni è sinonimo di serietà e competenza, virtù indispensabili per qualsiasi attività ed in particolare per il mondo del collezionismo d’arte più esigente.

La galleria propone molti altri artisti, anche non contemporanei. 

Informativa sulla Privacy

 

                                                                                Blog

Abdallah Khaled

Cresciuto artisticamente tra l’Italia e l’Algeria, ha affinato il proprio bagaglio culturale e artistico attraverso i viaggi e periodi di studio in tutta Europa. Numerose sono le mostre collettive e personali a cui ha partecipato, ottenendo un ampio consenso di pubblico e critica. I suoi dipinti si trovano al Museo Nazionale di Belle Arti di Algeri e in numerose collezioni private in Canada, Stati Uniti, Giappone, Finlandia, Norvegia, Francia, Germania, Austria, oltre che in Italia. Il suo lavoro fonde le intense accensioni cromatiche, le forme astratte e le ricerche formali proprie delle avanguardie artistiche occidentali con il retaggio iconografico arabo-africano. Abdallah Khaled nasce a Tamrichte Bejaia nella regione della Piccola Kabylia nel nord dell’Algeria e nel 1968 si trasferisce a Bordj-El-Kiffan, nella periferia di Algeri, dove frequenta una scuola d’arte privata. In questo periodo esegue lavori di decorazione e affreschi presso scuole, asili ed edifici pubblici. Nel 1980 ottiene una borsa di studio per l’estero e arriva in Italia, a Perugia, dove frequenta l’Università per Stranieri e nell’anno successivo entra all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studia pittura con il maestro Emilio Vedova e si diploma nel 1985. Il Ministero della Cultura algerino sceglie Abdallah Khaled, insieme ad altri artisti, per rappresentare l’Algeria in un evento culturale negli Emirati Arabi. Entra in contatto con diverse Gallerie di Parigi, Grenoble, Lione, Villefranche-sur-mer, Milhouse, che a lungo lo propongono nei loro spazi espositivi.

Abdallah Khaled

Matteo Massagrande

Profondo conoscitore della storia dell’arte antica e contemporanea, veneto di nascita (Padova 1959) Matteo Massagrande è pittore e incisore.
Si interessa allo studio di antiche tecniche di pittura, di incisione e all’arte del restauro. Frequenti sono i suoi viaggi in Europa e nel mondo, pretesti,spesso, per sviluppare cicli pittorici e grandi composizioni. Ha iniziato ad esporre nel 1973 partecipando a mostra collettive e a concorsi, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale Città di Pordenone 1980, il Premio Rizzoli per la grafica 1982, il Premio Burano di pittura 1986; ottiene il Premio Under 35 alla Terza Biennale d’Arte Sacra di Venezia 1987.
Parallela a quella pittorica si è sviluppata l’attività grafica iniziata già nel 1974, sottolineata dalla presenza in numerose collettive di prestigio. Recentemente alcune sue incisioni sono entrate a far parte del Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze.
E’ sempre stato fedele, rifiutando tutti gli “ismi” e le mode del tempo, a una sua personale visione pittorica nobile. Il suo linguaggio è una sintesi colta tra la grande storia e le più moderne ricerche figurative.
Ha all’attivo oltre cento personali in Italia e all’estero. Le sue opere si trovano in numerosi musei, chiese, collezioni pubbliche e private. 
Vive a Padova e divide la sua attività tra lo studio a Padova e quello di Hajòs (Ungheria).

Matteo Massagrande

Ottorino De Lucchi

È nato a Ferrara, l’8 novembre 1951, alle ore 15,50. Si è laureato in Chimica (1975) e Farmacia (1977) presso l’Università di Padova. Ha svolto esperienze di ricerca presso Sorin Biomedica, il “Gulf South Research Institute” di New Orleans (USA), l’Università di Puerto Rico (USA) e l’Università di Würzburg (BRD). Ricercatore universitario all’Università di Padova e Professore Ordinario di Chimica Organica presso l’Università di Sassari. Dal 1990 ricopre la Cattedra di Chimica Organica all’Università Ca’ Foscari di Venezia dove tiene i corsi di “Chimica Organica”, di “Sostanze di Interesse Farmaceutico” e di “Sintesi Asimmetriche” per i Corsi di Laurea in Chimica e Chimica Industriale e di “Sostanze Organiche Naturali”, di “Pigmenti e Coloranti” e di “Materiali per l’Arte Contemporanea” per il Corso di Laurea in Conservazione e Restauro. E’ stato Direttore del Centro di Spettroscopia e del Dipartimento di Chimica dell’Università di Sassari, Membro del Consiglio di Amministrazione, Prorettore delegato e membro del Nucleo di Valutazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Consulente di ditte nel settore chimico-farmaceutico e di specialità chimiche. I suoi attuali interessi di ricerca sono rivolti principalmente allo studio e alla preparazione di molecole organiche contenenti particolari geometrie e distribuzioni elettroniche. Autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche, di alcuni brevetti e di oltre cento tra proceedings e comunicazioni a congresso. Ha tenuto numerose conferenze in congressi nazionali e internazionali e presso Università italiane e straniere, soprattutto in Germania e Stati Uniti. E’ membro della Società Chimica Italiana dal 1977, dove ha ricoperto la carica di Presidente della Divisione di Chimica Organica e dal 1979 è membro dell’American Chemical Society. Nel 1984 ha ricevuto la medaglia Ciamician dalla Società Chimica Italiana, nel 1993 il premio Federchimica e nel 1997 il prestigioso Zeneca lecture prize, presso Wilmington, USA. Durante la vita ha sempre svolto attività artistica, intercalandola con la sua professione di chimico universitario, soprattutto durante i lunghi soggiorni all’estero o lontano dalla famiglia. Ha avuto modo così di approfondire la conoscenza dei materiali e delle tecniche pittoriche su cui tiene attualmente un corso all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel Corso di Laurea in Conservazione e Restauro. Durante la permanenza negli Stati Uniti ha potuto conoscere e osservare da vicino l’opera di Andrew Wyeth, appassionandosi alla tecnica e al virtuosismo dei suoi dipinti, definiti come drybrush. Forte solo di questa informazione, ha iniziato una serie di sperimentazioni che hanno portato allo sviluppo indipendente di una tecnica del tutto originale, sia nell’esecuzione che nei soggetti. La tecnica prevede l’uso della pittura ad acquerello, dove il rapporto pigmento-legante è ottimale sia per quanto riguarda la trasparenza che la vivacità e la luminosità dei colori. La tramatura pittorica ottenuta utilizzando indistintamente pennelli, carta e tessuti è particolarmente adatta a descrivere la superficie di nature morte, figure e paesaggi. Le velature e le applicazioni di colore ottenute, sia direttamente che attraverso attente rimozioni di colore, permettono risultati non ottenibili con altre tecniche pittoriche. E’ stato più volte invitato a illustrare la sua tecnica in accademie e istituti d’arte; gli è stato richiesto di descrivere in un tutoria il metodo esecutivo, disponibile gratuitamente nei principali siti web internazionali di tecnica pittorica. Risiede a Padova e insegna a Venezia, mentre la sua attività artistica si svolge tra le case-studio di Padova e Folgaria (TN).

 

Ottorino De Lucchi

Sergi Barnils

Artista catalano nato in Guinea Equatoriale nel 1954, Sergi Barnils vive a Barcellona e lavora a Sant Cugat del Vallès. Le sue opere sono molto apprezzate dal pubblico e dalla critica, conosciute non solo in Spagna, ma anche in Germania e in Italia dove sono distribuite dal 1995. Dopo un lungo apprendistato in cui si è confrontato con le maggiori correnti dell’arte contemporanea (dagli impressionisti a Cézanne, da Masson all’arte astratta), Barnils è approdato a una personalissima sintesi di alto livello intellettuale, tra i colori e le suggestioni della tradizione catalana e una pittura primordiale carica di segni penetranti e morbide visioni. L’iniziale amore per il paesaggio ha lasciato i modi descrittivi della rappresentazione per diventare pura sintesi spaziale attraverso un tratto sottile e incisivo. Il disegno dialoga con la pittura, la geometria si sposa con le stratificazioni della materia, e le immagini, per quanto astratte sono legate al divenire della vita ed esprimono la ricerca della gioia e della bellezza. Barnils concepisce le sue opere come compiuta materia riflessiva della condizione umana.

Sergi Barnils

Giorgio Scalco

Giorgio Scalco nasce a Schio (Vi), nel 1929 e fin da bambino studia privatamente disegno e poi pittura. Dopo la maturità classica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano. Nel 1952 si trasferisce a Roma, dove lavora come grafico e illustratore. Nel 1954 vince il concorso per l’ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove gli viene elargita una borsa di studio. Nel 1956 si diploma in architettura scenica ed ottiene il Ciak d’Oro dalla Presidenza del Consiglio. Fino al 1960 lavora come architetto-scenografo a Cinecittà. Nel 1958 riprende la mai trascurata attività di pittore, iniziando una regolare attività espositiva. Fino agli anni ’70 si dedica anche al mosaico, all’affresco e alla vetrata istoriata, in Italia e all’estero, in edifici pubblici e privati, collaborando con importanti architetti romani. Nel 1960 inizia la collaborazione con Sam Swartz della Guldhall Gallery di Chicago. L’anno successivo si reca per qualche tempo negli Stati Uniti, dove studia la pittura del Realismo Americano. Influenti si rivelano i viaggi che effettua in Russia: a Mosca, dove opera nell’edificio dell’Istituto per il Commercio, e Susdal, nei monasteri copti dove si restaurano le antiche icone. Nel 1981 inizia una lunga collaborazione con la Galleria Forni di Bologna con la quale espone in Italia e all’estero. Più di cento le mostre personali, tra cui: l’esposizione al Grand Palais di Parigi, alla Galleria Steltman di Amsterdam, alla Galleria Solomon di Londra, alla Galleria Prom di Monaco di Baviera. Partecipa ad Arco a Madrid, alla London Fair, all’ICAF di Los Angeles, al Museo Le Foret di Tokio, alla grande mostra “Die Kraft Der Bilder” alla Martin-Gropius-Bau di Berlino, al Panorama Museum di Bad Frankenhausen, vicino a Lipsia. Importante si rivela anche la sua collaborazione con la giapponese Galleria Tamenaga, con la quale espone a Tokio, Osaka, Kyoto, Parigi e New York. Nel 1999 è presente alla prima mostra di pittura italiana a Shanghai. Dal 1968 al 1992 è stato titolare di Cattedra presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, città dove vive e lavora.

Giorgio Scalco

Romano Lotto

Romano Rizzato Lotto nasce nel 1932 a Dueville, in provincia di Vicenza. Si diploma presso l’Istituto d’Arte “G. Selvatico” di Padova. Attualmente divide la sua attività tra Roma, Venezia e Vicenza.

Romano Lotto

Ettore Greco

Ettore Greco è nato a Padova il 12 Maggio 1969 e si è diplomato alla Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1992. Nel 1994 ha aperto un suo atelier e due anni più tardi ha tenuto la sua prima mostra personale alla Scoletta del Duomo di Padova. Nel 1999, in occasione del primo centenario della Fondazione Bevilacqua La Masa, il critico Mario De Micheli ha tenuto una conferenza: “Storia di due artisti: uno scultore, Ettore Greco, e un pittore, Paolo Smali”, pubblicata poi in un catalogo con lo stesso titolo. Nello stesso anno ha vinto il Grand Prix per la scultura al Salon Grands  et Jeunes d’Aujord’hui e ha trascorso lunghi periodi a Parigi. Ha preso parte al Miart (Milano) e Artefiera (Bologna) e, tra 1999 e il 2002 ha partecipato a molte mostre a Parigi, Bruxelles, Londra, New York e Lussemburgo. Nel settembre del 2002 è stato presentato nello spazio creativo di Pierre Cardin, nell’ambito della Biennale di Architettura di Venezia, in collaborazione con il designer Rodrigo Basilicati. Nel 2004 ha preso parte alla mostra “Contemporanea Giovani 2”, organizzata dal comune di Como e a “Storie Contemporanee”, di Hera Arte Contemporanea di Brescia. Nel 2005 ha eseguito un bassorilievo per il Duomo di Arquà Petrarca e un busto del Padre Comboniano Ezechiele Ramin per il Comune di Padova. Nel 2006 ha creato una grande istallazione di oltre mille figure in terracotta, presentata nella chiesa di San Lorenzo di Cento (Ferrara). Dal 2007 al 2009 le sue sculture sono in mostra in molte città, tra cui Legnano, Milano, Firenze, Berlino, Parigi, Torino e Reggio Calabria e ha lavorato per tre mesi a New York presso l’Harlem Studio Fellowship (Montrasio Arte). Nel 2009 ha eseguito un busto di Sandro Pertini e una scultura dedicata ad Aldo Moro per la sua città natale. Nel 2010 ha eseguito una scultura per lo stilista Pierre Cardin dal titolo: “Arbre de la vie” e posizionata nel castello del Marchese De Sade a Lacoste (Francia). A novembre 2010, in occasione della mostra di Rodin in Italia, ha eseguito una scultura dal titolo: “Uomo eroico”, posizionata nella piazza principale di Legnano (Milano), assieme a una scultura di Mimmo Paladino. Ad Aprile 2011 ha posizionato, al Vittoriale degli Italiani, la casa-museo di Gabriele D’Annunzio, una scultura in bronzo dal titolo: “San Sebastiano”. Ettore Greco lavora in esclusiva per la Galleria d’Arte Nino Sindoni di Asiago (Vicenza) e la Galerie Beckel Odille Boicos di Parigi. Vive e lavora a Padova.

Ettore Greco

Gianfranco Asveri

Nato a Fiorenzuola d’Arda nel 1948, Asveri vive e lavora ai Gasperini sulle colline piacentine in compagnia dei suoi cani. Non ha frequentato accademie né ha seguito studi artistici di altro genere ma, dopo una infanzia e una adolescenza difficili, nel 1969 ha incominciato a dipingere, trovando nell’arte una ragione di vita.Dopo un periodo iniziale in cui si è espresso con un linguaggio figurativo tradizionale, a partire dagli anni ottanta la sua pittura è approdata a un gesto più istintivo e personale, ricco di colore e di materia, vicino all’espressionismo dell’Art Brut.Rappresentante di uno stile pittorico fortemente istintuale ed emotivo, Asveri aggredisce la superficie con un gesto prepotente e primitivo, che lascia tuttavia convivere con altre matrici espressive meno percettibili, come la memoria di immagini artistiche. Con un afflato profondo e vitale, la pittura di Asveri scaturisce dall’osservazione del reale: gli animali che l’artista raccoglie e cura, con i quali vive e che ama sopra ogni cosa, ai quali dedica disegni, dipinti e poesie.Il quotidiano Sole24Ore lo ha recentemente segnalato fra i dieci artisti di punta del mercato dell’arte italiano. Di lui hanno scritto critici quali Luca Beatrice, Paolo Blendinger, Beatrice Buscaroli, Luciano Caprile, Martina Corgnati, Maurizio Corgnati, Elda Fezzi, Stefano Fugazza, Flaminio Gualdoni, Elisabetta Longari, Lorenzo Kamel, Domenico Montalto, Nicoletta Pallini, Elena Pontiggia, Giovanni Quaglino, Alessandro Riva, Marco Rosci, Maurizio Sciaccalunga, Giorgio Severo, il poeta Ferdinando Cogni, Ivana D’Agostino e Claudio Vela.

 

 

 

Gianfranco Asveri
DutchEnglishFrenchItalianSpanish